aspettando i barbari J M Coetzee

 

 

Finito “ aspettando i barbari” di Coetzee.

Ora passerò ad altro, dopo tre romanzi uno-dietro-l’altro di questo grande autore. Ho bisogno di rifiatare, di cambiare genere e prospettiva, perché Coetzee assorbe energia; o meglio, la mescola, la centrifuga, fino a farne un gorgo, una tempesta, da cui non si può scappare, ma attrezzarsi ad affrontarla.

La storia si svolge in un’oasi di caldo e freddo estremi, in cui un uomo, un magistrato, dopo anni di pacifica convivenza con sé e con il posto che amministra, è costretto a fare i conti con la contraddittoria presenza del potere. 

Un potere che si fortifica e annienta, che si giustifica e si mantiene grazie al terrore, più evocato e reso immaginifico, che concretamente minaccioso. E’ l’eterna storia dell’uomo, che ha bisogno di creare aldilà metafisici per giustificare un aldiqua spesso stitico, insoddisfacente, delirante.

 

Vivere in eterna attesa, fomentando la propria ansia, credendo a una minaccia imminente che non si presenta mai ma che aleggia onnipresente, alimentando credenze assurde, eppure credute.

Ma chi sono i barbari?

Cos’è il bene? 

Che prezzo siamo disposti a pagare per la protezione di una presunta minaccia? 

Il senso di colpa è lecito? 

quanto riusciamo a riconoscere le nostre contraddizioni?

 

Forse non serve rispondersi, ma continuare a farsi certe domande.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s