questi giorni lontano dai social

In questi giorni di silenzio social ho riposato la mente – social -,
ho letto e scritto tanto, ho pensato, ho lasciato sedimentare mesi di eventi frullati.

Ho lavorato, camminato, corso in bici, pendolato tra centro storico e terraferma;
ho guardato le città che formano un unico Comune:
un comune che in questo periodo merita la c minuscola,
che si divincola, si nausea, si ribella, si sfrega le mani, si lamenta, si rassegna,
si bestemmia, si stordisce, si vende, si compra, si suicida: con calma olimpica.

Vivo in una città complessa, provinciale, insulare, lagunare;
che si svuota, che affonda, agonizza, sprofonda, e non se ne vergogna.
“Città in mare, città in mare!”, vien da urlare; ma nessuno ascolta,
e tutti sentono, e vedono, e c’erano e erano presenti;
e non vedono, non c’erano, erano assenti, erano scimmie pre-umane.

In questi giorni ho visto gente gente gente gente gente,
in ogni dove, sempre, sudatamente, affollatamente, continuamente, vomitevolmente.
Ho visto pic nic nei gradini delle chiese, torsi nudi, birre gelate bevute e ruttate.
Ho visto cinesi bengalesi africani olandesi francesi tedeschi inglesi uzbechi cileni
americani brasiliani giapponesi coreani russi indiani kurdi ungheresi argentini.

Ho visto punkabbestia raccogliere la merda cacata dai loro cani e buttarla nei cestini,
uno in costume nuotare in canale circondato da pantegane e stronzi e scoasse,
uno nudo che correva e prendeva il bus senza biglietto perché senza tasche (spdc),
una coppia sfatta d’alcool che dormiva su un ponte una sopra l’altro e pareva scopare,
una folla di mendicanti storpi senza gambe braccia schiena testa sporchi, caritare.

Ho visto guerre in Ucraina Siria Palestina Iraq.
Scoppiare epidemie sospettate di essere mediatizzate da case farmaceutiche.
Bambini morti sepolti da bombe coperti di polvere e sangue.
Donne piangenti o andanti o scappanti o fuganti o esilianti o emigranti, tenacemente.
Barconi carichi di vivi e morti e una politica di più morti che vivi, ridurli in opinioni.

Non mi mancano gli aforismi le lamentele i gatti le foto vacanziere.
Non mi mancano le cronache dettagliate del niente assurto a cronaca.
Mi mancano certi amici e certe amiche social ma non ne sono sicuro.
Mi mancano certi commenti sagaci mordaci salaci audaci capaci procaci ma forse no.
Ho bisogno di una giusta distanza giustappunto equilibrata anzichenò.

In questi giorni no-social mi sono accorto di quanto spesso non mi accorgo.
E di quanti scambiano per verità, modeste e incerte bugie.

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