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non ci sono più le mezze stagioni

NON CI SONO PIU’ LE MEZZE STAGIONI

Il mondo in cui viviamo è complesso, articolato; talvolta si pensa, con una certa noia, all’abbondanza di luoghi comuni; ci si rompe i maroni perfino ad ascoltare o a leggere le premesse, perché rallentano il corso della corsa delle cose.
Ma dovevo scrivere una breve premessa: sostenere che non ci sono più le mezze stagioni, dimostrare che il mondo è ormai al rovescio; rendere onore alla domanda “ ma in che mondo viviamo?”.
Ora inizio.

Immaginate una domenica pomeriggio di settembre: per essere precisi, settembre 2014, e cioè la conclusione di un’estate mai stata estiva.
La scena si svolge in una delle tante periferie del nord est: quelle zone che di sera sembrano tristi e cattive, ma in realtà sono solo brutte.
Uscite per buttare la spazzatura sugli appositi contenitori e già che ci siete portate anche il cane.
Il cane è molto contento, mentre il vostro umore ha la sonnolenza dei giorni festivi.
Le strade sono vuote, a parte le auto che passano, senza esagerare in quantità o in frenesia.
Manca solo uno sbadiglio, che sarebbe intonato con il tutto.

Un autobus di linea di quelli che finiscono la corsa fuori città – il nord est è un territorio senza soluzione di continuità, una megalopoli potenziale malata di campanilismo: città-cittadine-paesi-centri commerciali-capannoni – arriva in fermata: SBFF!, apre le porte, chi sale, chi scende.
Vi ricordo che voi siete coi sacchetti delle scoasse e il cane al guinzaglio, col piglio mollaccioso della domenica pomeriggio.

State per raggiungere il gruppo di cassonetti quando percepite nell’aria qualcosa; subito dopo quel qualcosa si manifesta in un urlo: “ AIUTO! MI HA RUBATO IL PORTAFOGLI!”.
Volgete lo sguardo all’autobus e assistite alla scena, come se la stessa fosse un film:
1- dall’autobus scende di corsa un tizio
2- seguito da un ragazzo cinese
3- il tizio seguito si volta, rotea il busto, serra il pugno, sferra un cartone diretto all’occhio dell’inseguitore cinese
4- il cinese s’arresta, incassa il cartone, rincula un poco, si piega in avanti con le mani sull’occhio.
5- il pugnace ladro scappa e prende una vietta laterale

Ma come, i cinesi non fanno tutti kung fu come Bruce Lee?

Si facesse una foto ora si vedrebbe la seguente scena:
un ladro che scappa, un cinese dolorante e tremante, un autobus fermo in una fermata di periferia, i cassonetti della spazzatura, qualche auto.
Tornando alla sensazione di essere spettatori di un film, il tempo prosegue ora lento, come con la moviola, come la domenica impone.

C’è immobilità, nessuno si muove: indifferenza o paura?, vi chiedete voi con ancora le scoasse in mano.
Ad un certo punto escono due stranieri dal bus, interrompendo l’effetto moviola, e inseguono il ladro.

Ma come, gli stranieri non sono tutti ladri?

Passa un attimo che si sentono parole urlate in dialetto stretto della città del nord est in cui vi trovate: “NDE’ VIA CHE VE COPO!!”, urla il ladro con un cacciavite grande così, menandolo in aria, verso i due inseguitori.
E si mette a correre, dopo aver guadagnato una distanza che lo rende imprendibile agli attoniti inseguitori, al cinese con un occhio nero così.

SBFF: l’autobus riparte.
I due inseguitori dileguonsi.
Il cinese rimane in fermata.
Voi chiamate il 113.
Arriva la polizia che porta via il cinese per la medicazione e la denuncia.

Quest’estate autunnale sta finendo. Fa fresco, pensate.
Non ci sono più le mezze stagioni.
Il mondo non è più quello di una volta: è tutto ribaltato.
Piovesse, avremmo un governo ladro.
I giovani non han più voglia di far niente.

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